Un fischio. Un braccio teso ad indicare un cerchietto bianco su di un prato verde. Un ragazzo di Ostia pone il pallone su quel cerchietto, prende la rincorsa, il cuore che gli batte all'impazzata, tira e colpisce un inserviente al secondo anello. Daniele, grazie per averci fatto assaporare per una manciata di secondi la speranza, assopita in fondo ai nostri cuori, di poter scrivere una pagina di storia calcistica.
24 ore prima la Borgata Borghetti, orfana del proprio Presidente e di alcuni valenti membri, era in partenza da Ciampino carica della consueta allegria e spavalderia che da sempre la contraddistingue in giro per l'Italia e l'Europa. Tappa intermedia a Bergamo, a cui io, Remo, Marco, Ruggero, Nicoletta e Fabio non abbiamo fatto mancare il goliardico "apprezzamento" e poi dritti a Londra Luton, dove ci aspettava un meritato riposo in vista delle fatiche del giorno seguente. Primo impatto con i perfidi britannici al controllo passaporti, dove il solerte addetto mi faceva notare, con aria tra il divertito e perculante, le condizioni pietose della mia carta di identità. Gli avrei risposto volentieri che la carta d'identità non conta, perchè "io so' io, e voi nun siete un cazzo", ma non sapevo bene come esprimere il concetto, alchè gli ho sorriso in modo che lo capisse lo stesso. Usciamo dal terminal diretti all'albergo che distava poche centinaia di metri. Pochi passi dietro a noi c'erano tre figuri che ci seguivano, abbiamo fatto finta di niente fino all'albergo dove, incuriositi, gli abbiamo chiesto se fossero tifosi del Fenerbace, che poche ore prima aveva giocato contro il Chelsea. Uno di loro ci ha risposto che erano solo "footbal fans", e per sottolineare meglio la cosa ha aperto la giacca sotto la quale aveva indossato nell'ordine una maglietta dello Schalke04 e del Galatasaray......e c'è venuto dalla Turchia!!! Caro Fatim, tu quella sera hai vinto su tutti i fronti, ma la verità la potevi dire, che sei venuto a gufare il Fenerbace!!!
Dopo una notte tutto sommato tranquilla, alle 10 siamo di nuovo in aeroporto per prendere in consegna la fantomatica Kia Sedona 7 posti che avrebbe dovuto macinare i circa 300km che ci separavano da Manchester. Beh, onore ai coreani, oltre a partorire quell'indemoniato di Park comecazzotechiami sono riusciti a costruire una macchina comodissima che non ha sbagliato un colpo, ottima per viaggiare e soprattutto per dormire!! Pochi secondi per prendere confidenza con la guida a destra ed eravamo in autostrada, assistiti dal navigatore "recuperato" per la bisogna grazie ad un noto animale di razza equina.....La goliardia tipicamente romana ci ha accompagnato lungo tutto il tragitto fino a Old Trafford.....che pero' non era proprio quello che ci aspettavamo!!! Per un errore di interpretazione, il navigatore ci ha portati in una zona di Manchester chiamata appunto Old Trafford. Fabio, il nostro Ministro dei Trasporti, sfodera dal cilindro l'esatto indirizzo dello stadio, lo carichiamo sul navigatore che stavolta ci porta proprio sotto la statua davanti al nostro settore. E qui inizia l'odissea parcheggi. Dopo aver raddrizzato quasi tutti i marciapiedi di Manchester (guidare il autostrada è un conto, in città è un casino!!), dopo aver chiesto informazioni a tutti i bobbies che pattugliavano l'area, dopo che ci hanno spedito fin sotto il parcheggio dei tifosi del Manchester, dopo aver quasi supplicato invano un inserviente per farci parcheggiare nel parcheggio davanti al settore, quello dove avrebbero di li a poco parcheggiato i pulmann dei gruppi, dopo aver assistito ad un genio del volante che, forse anche lui incazzato come una biscia per il flipper a cui era stato sottoposto, a bordo di una Matiz ha fatto un'inversione ad U ed imboccato la strada contromano sotto lo sguardo attonito di alcuni bobbies, siamo finalmente giunti al parcheggio di uno stadio di Cricket, distante mezzo kilometro dall'Old Trafford e abbiamo mollato il mezzo. A questo punto non so più chi siano i primitivi, se noi italiani o loro inglesi. Ma come si fa a non prevedere un parcheggio, e ce ne sono, per tutti i tifosi ospiti, vicino allo stadio, in modo da limitare al minimo il rischio di girare da soli per strade e stradine dove un agguato è sempre in agguato? C'è poco da fa' gli sboroni coi cavalli e i fratini fosforescenti se poi manco le basi di un organizzazione da paese civile sanno mettere in piedi!! Abbiamo girato come scemi per 70 minuti, avevo iniziato a tirare giu' i santi mussulmani che avevo finito i nostri, quando finalmente ci siamo fermati e ci siamo incamminati verso lo stadio.
Il colpo d'occhio dell'Old Trafford è da brividi, già solo da fuori. Saranno pure dei barbari, ma almeno gli stadi li sanno construire!!! Fuori, un chiassoso vociare romano ci da il benvenuto, assieme a quei magici colori che ci scaldano il cuore meglio di una grappa. Le solite facce familiari, le facce di chi la Roma non l'abbandona mai, tantomenom quando l'impresa si preannuncia difficilissima. Incontriamo Luca e Booger, grossi!! Una capatina di prammatica nel loro Store (tanta roba, ma quando lo sponsor è la Nike....) e finalmente decidiamo di entrare. Perquisizione accuratissima (non fanno entrare manco i palloncini, per giunta ancora sgonfi....che tristi....), le gambe che tremano sulle scale, la vescica che inizia a farsi sentire, gli ultimi gradini e ti si spalanca un mondo che hai solo sognato. No, non sono primitivi come pensavo. I primitivi non potrebbero pensare tanta maestosità di stadio, con i bagni forniti di acqua calda, sapone e carta igienica, di mensole al bar con zucchero, cucchiaini e confezioncine di latte per rendere quella loro brodaglia nera qualcosa che abbia un minimo di sapore, di monitor alle pareti, abbinati ad altoparlanti della Bose, che riportano le ultime notizie sulla partita imminente. Sono solo STRONZI, una manica di stronzi, spocchiosi e presuntuosi sedicenti depositari delle migliori virtù dell'uomo. Fuck You England, Fuck You Manchester.
Della partita non parlo, se ne è già discusso a sufficienza, se non per dire che i quarti di finale di C.L. rappresentano le nostre colonne d'Ercole, il limite oltre il quale questa squadra non riesce ad andare. Vorrei invece parlare dei nostri tifosi. Se gli inglesi ci hanno battuto sul piano del gioco, noi li abbiamo stracciati sul piano del tifo. 90 minuti ininterrotti di sostegno non solo ad una squadra di calcio, ma ad una fede, ad una passione, ad un amore, ad un qualcosa che ti fa lasciare a casa tua moglie incazzata (ma forse anche rassegnata) che ti chiede "come mai per organizzare una trasferta a Manchester ci metti 5 minuti e per portarmi al cinema sotto casa ti ci vogliono settimane??". Siamo partiti in 3500, siamo arrivati in 3500, nessuno dei quali, al di la delle dichiarazioni di prammatica, avrebbe scommesso un centesimo sulla qualificazione, ma tutti comunque felici di essere li', a cantare, a sostenere, a mostrare agli algidi inglesi e al mondo che romani significa prima di tutto passione, amore per la propria Città. Il rigore sbagliato non ci ha fatto vacillare se non per un secondo, passato il quale eravamo di nuovo con l'ugola vibrante a consolare Daniele. Io ero felice, felice di essere presente, felice di poter urlare tutto il mio amore per questa squadra. Perchè per noi tifosi il vero risultato non è tanto quello sportivo, ma quanto quello di poter dire "io c'ero, e t'ho amato".
Il rientro a casa è stato tranquillo, la solita coda in uscita dopo una partita, l'autostrada di notte, l'arrivo all'aeroporto 5 ore prima del volo, il sonno in macchina, scoprire che gli hai scaricato la batteria per aver lasciato in carica il cellulare, la colazione....tutto già visto e fatto, ma sempre come se fosse la prima volta, insieme con i tuoi amici, i compagni di tanti viaggi, stanchi, sporchi, stitici ma felici.
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